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Lussazione ed instabilità spalla

Lesione SLAP. Cos'è e come si tratta

La lesione SLAP è una lesione del cercine periglenoideo all’inserzione del capo lungo del bicipite sulla cavità glenoidea

Lesione SLAP alla spalla

Una lesione SLAP (abbreviazione di Superior Labral tear from Anterior to Posterior) può essere dovuta a traumi della spalla oppure a movimenti estremi della spalla soprattutto durante alcuni sport di lancio.

Come vi verifica una lesione SLAP?

Il muscolo bicipite è collegato alla scapola da due tendini. Il primo (capo breve, il più spesso) si inserisce sulla coracoide, che è una piccola prominenza ossea della scapola. Il secondo (capo lungo), più piccolo, scorre in un solco sull’omero prossimale, passa sopra la porzione articolare e si inserisce sul bordo superiore della glenoide (Figura 1).

La lesione SLAP è una lesione del cercine fibroso periglenoideo all’inserzione del capo lungo del bicipite sulla cavità glenoidea (figure 2, 5 e 6). Esso può essere dovuto a traumi della spalla oppure a movimenti estremi della spalla soprattutto durante alcuni sport di lancio.

Una lesione SLAP difficilmente cicatrizza spontaneamente perché è costantemente sollecitata dal capo lungo del bicipite. La patologia si manifesta con dolore o difficoltà a sollevare il braccio o con percezione di rumori o blocchi articolari della spalla.

Intervento chirurgico: riparazione lesione SLAP in artroscopia

L’intervento consiste nel reinserire il cercine periglenoideo lesionato a livello della regione superiore della glenoide, soprattutto quando la lesione è recente ed è più facile ottenere una sua cicatrizzazione.

L’intervento viene eseguito in artroscopia, attraverso due o tre piccole incisioni di 5 mm poste attorno alla spalla. Una piccola telecamera è introdotta da uno di questi fori, mentre piccoli strumenti vengono inseriti attraverso le altre incisioni per realizzare i gesti chirurgici. Una o due miniviti (dette "ancore") sono avvitate nel margine superiore della glenoide (Figura 3), i fili montati su queste ancore sono passati attraverso il cercine periglenoideo e legati fino a fissare il tendine all’osso (Figura 4-7).

La procedura viene eseguita in anestesia loco-regionale a cui può essere associata una sedazione per il comfort del paziente (anestesia cosiddetta “combinata”). L’intervento dura in media 45 minuti e richiede una degenza ospedaliera di circa 2 giorni.

Dopo l’intervento viene indossato un tutore leggero. Il dolore dopo l’intervento,solitamente lieve-moderato, può essere facilmente controllato con antidolorifici.


Come avviene la riabilitazione ed il recupero dopo intervento di riparazione lesione SLAP?

Per 4 settimane dopo l’intervento, la spalla sarà immobilizzata in un tutore.

Durante questo periodo è consentito rimuovere temporaneamente il tutore per eseguire movimenti limitati e comunque con la supervisione di un fisioterapista. Dopo 4 settimane e la visita con il chirurgo, si potrà rimuovere il tutore in maniera permanente e proseguire con la riabilitazione (che può durare da 3 a 6 mesi, secondo il livello di attività atteso dal paziente).

La ripresa della guida è possibile dopo 2 mesi mentre la ripresa delle attività lavorative è possibile dopo 2-4 mesi, e questo anche secondo la professione del paziente. Il ritorno ad un lavoro “di ufficio” può avvenire prima. La ripresa delle attività sportive di solito comincia durante il 3° mese dopo l’intervento, ma spesso ci vogliono 4-6 mesi per riprendere tutti gli sport, soprattutto quelli di lancio o che sollecitano la spalla.

Che risultati si possono prevedere dopo intervento di riparazione lesione SLAP?

La risoluzione del dolore e dei rumori/blocchi articolari è molto veloce dopo l’operazione. Il recupero di una mobilità completa alla spalla di solito si verifica dopo 2-3-mesi dall’intervento, mentre il ripristino della forza si ottiene dopo 3-6 mesi dall'intervento.

La recidiva della lesione SLAP dipende soprattutto dal tipo di sport praticato e dalla cronicità della lesione.

Tuttavia, questa tecnica porta ad ottimi risultati, con un ritorno alle attività sportive in più del 90% dei pazienti trattati. Risultati migliori si verificano nei casi con lesioni recenti post-traumatiche.

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