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Lesioni al menisco e cartilagine del ginocchio

Lesioni della cartilagine del ginocchio

Le superfici articolari sono ricoperte da cartilagine, formato da un sottile strato di 1 a 2 mm di spessore, che permette lo scorrimento dell’articolazione.

Lesione cartilagine ed osteocondrale ginocchio
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Una lesione della cartilagine può verificarsi con un trauma importante, in conseguenza di piccoli traumi ripetuti, o come risultato di difetti dell’accrescimento. 

Cosa sono le lesioni della cartilagine?

La cartilagine danneggiata si può staccare, da sola o con una piccola porzione d’osso adesa. Si può staccare parzialmente rimanendo in sede, o completamente costituendo così un frammento libero in articolazione. L’area della lesione può essere più o meno estesa e più o meno profonda. La lesione cartilaginea può causare dolore, blocchi e versamenti articolari o sensazione di instabilità. Possono essere associate lesioni legamentose o meniscali.

La cartilagine ha capacità riparative e rigenerative molto limitate. Un difetto non guarisce spontaneamente, e un frammento libero può bloccarsi tra le superfici articolari, danneggiando così la cartilagine sana.

La chirurgia può essere proposta nel caso di lesione sintomatica resistente a terapie conservative, frammento distaccato come corpo mobile in articolazione, od in presenza di un difetto esteso. Lo scopo èquello di ripristinare una superficie articolare liscia e scorrevole,
 ridurre il dolore, i blocchi ed impedire un ulteriore danno articolare.

Come si trattano?

Qualsiasi trattamento di riparazione/ricostruzione della cartilagine deve includere una valutazione della sede e delle dimensioni della lesione; la presenza di una concomitante lesione che coinvolge la superficie cartilaginea sul lato opposto del difetto (cosiddetta “kiss lesion”); la porzione di menisco ancora sana; una valutazione di eventuali lesioni dei legamenti e l’allineamento del ginocchio del paziente.

La sede della lesione cartilaginea è uno degli aspetti più importanti da considerare per il suo trattamento. Una lesione cartilaginea sui condili femorali è molto più facile da trattare rispetto a quella del solco trocleare del femore, a quella della tibia o della rotula.

Anche la dimensione della lesione è un fattore importante, con le lesioni più piccole che si riescono a trattare meglio di quelle più grandi.

Se il menisco aveva subito una precedente asportazione di una sua porzione consistente, i risultati di un intervento di riparazione/ricostruzione cartilaginea potrebbero essere inferiori. Questo perché il menisco ha un importante ruolo come ammortizzatore tra la tibia ed il femore durante il cammino.

E’ importante inoltre valutare l’allineamento sul piano sagittale dell’arto da trattare. Se un paziente ha un allineamento dell’arto in varo (all’interno) e la lesione è sulla parte interna del ginocchio, i risultati di un intervento di riparazione/ricostruzione cartilaginea potrebbero essere inferiori rispetto ad un paziente con normale allineamento o un allineamento in valgo (all’esterno).

Con un iter diagnostico completo e approfondito, aumenteranno le probabilità di ottenere risultati migliori e più duraturi dopo la procedura chirurgica.

Nelle lesioni di dimensioni piccole-medie (solitamente entro 2cm") possono essere effettuate microfratture. Nelle lesioni più estese o nei pazienti giovani attivi può essere eseguito un intervento di riparazione della cartilagine (mosaicoplastica o con l’utilizzo di scaffold). Nei casi con frammento osteo-cartilagineo distaccato, può essere eseguita una stabilizzazione del frammento di cartilagine.

In alcuni pazienti che soffrono di lesioni della cartilagine più gravi e non riparabili, associate ad una grave deviazione dell’asse della gamba (varo o valgo) esiste come alternativa una procedura di riallineamento dell’arto (osteotomia valgizzante o varizzante).

Questo intervento consente al ginocchio di caricare sulla zona ancora sana facendo così di fatto scomparire la sintomatologia dolorosa senza l’utilizzo di protesi.


Vedi approfondimento sull'intervento di osteotomia tibiale.

Fratture (o perforazioni) della cartilagine

La procedura prevede l’asportazione di una lesione superficiale della cartilagine parzialmente o completamente staccata. La zona interessata viene poi riparata stimolando la riparazione della cartilagine.

Viene eseguito in artroscopia, ovvero senza aprire l’articolazione. Due piccole incisioni di 5 mm ciascuna sono effettuate al davanti del ginocchio.Si esegue prima l’asportazione della lesione e la regolarizzazione dei bordi dell’area interessata (Figura 3). La superficie ossea messa a nudo è perforata con uno strumento apposito per ottenere una superficie irregolare (figure 4, 6 e 7) e provocare un sanguinamento locale; viene stimolato così il processo di rigenerazione della cartilagine.

L’intervento dura mezz’ora e viene eseguito durante un ricovero ospedaliero di Day Hospital. Il dolore dopo l’intervento, solitamente lieve-moderato, può essere facilmente controllato con antidolorifici.


Recupero dopo l'intervento

La deambulazione avviene con l’ausilio di due stampelle, senza appoggiare sulla gamba operata per 4 settimane.

Già dal giorno dopo l’intervento chirurgico, la fisioterapia può essere eseguita ambulatorialmente con un fisioterapista.

La ripresa della guida e del lavoro è possibile dopo 45 giorni, anche secondo il tipo di professione: il ritorno ad un lavoro “di ufficio” può avvenire prima. La ripresa di sport come il ciclismo ed il nuoto di solito inizia dopo 2 mesi. Spesso ci vogliono 4-6 mesi prima di riprendere tutte le attività sportive e tornare ad un livello competitivo.

La risoluzione del gonfiore e dei fenomeni di instabilità articolare è veloce dopo l’intervento. Il risultato dipende soprattutto dalla localizzazione e dall’estensione della lesione.

Il miglioramento funzionale e dello stato della cartilagine è dell’ordine del 80% nel caso di lesioni isolate della cartilagine.

Mosaicoplastica (o trapianto di cartilagine)

La procedura prevede la bonifica di una lesione superficiale della cartilagine parzialmente o completamente staccata. Si tratta poi la zona del difetto, colmandolo con innesti di osso e cartilagine prelevati in altre zone articolari dello stesso ginocchio.

Una piccola incisione ci circa 3 cm è effettuata nella regione anteriore del ginocchio. La lesione è esposta, bonificata dai frammenti instabili ed i margini sono regolarizzati.

Uno o più innesti osteocondrali sono prelevati da una zona articolare non sottoposta al carico, solitamente alla periferia del femore utilizzando uno strumento specifico (Figura 3). L’osso della zona con la lesione viene preparato per ricevere il trapianto. Infine, gli innesti osteocondrali sono posizionati l’uno affianco all’altro come un vero mosaico fino ad ottenere una omogenea superficie di scorrimento (Figure 4, 6 e 7).

L’intervento dura circa un’ora e viene eseguito durante un ricovero ospedaliero che dura 2 giorni. Il dolore dopo l’intervento, solitamente lieve-moderato, può essere facilmente controllato con antidolorifici.

Recupero dopo l'intervento

La deambulazione avviene con l’ausilio di due stampelle, senza appoggiare sulla gamba operata per 6 settimane. La fisioterapia sarà poi proseguita in regime ambulatoriale.

La ripresa della guida e del lavoro è possibile dopo 2 mesi, anche secondo il tipo di professione; il ritorno ad un lavoro “di ufficio” può avvenire prima.

La ripresa di sport come il ciclismo ed il nuoto di solito inizia dopo 2 mesi. Spesso ci vogliono 4-6 mesi prima di riprendere tutte le attività sportive e tornare ad un livello competitivo.

La scomparsa del gonfiore e dei fenomeni di instabilità articolare è veloce dopo l’intervento.

Un fastidio moderato a livello del sito di prelievo degli innesti si verifica nel 15% circa dei casi. I risultati sono tuttavia molto incoraggianti: si ottengono buoni risultati in quasi il 90% dei casi di una lesione sul femore, nell’85% dei casi di una localizzazione tibiale e nell’80% per una lesione sulla rotula.

Stabilizzazione di frammento di cartilagine

La procedura consiste nel riposizionare e fissare il frammento osteocondrale per permetterne la sua guarigione. Viene eseguito in artroscopia, ovvero senza aprire l’articolazione. Due piccole incisioni di 5 mm ciascuna sono effettuate al davanti del ginocchio.

Il frammento staccato viene riposizionata nella sua posizione naturale (figura 4) e fissato con una vite a scomparsa (figure 5, 6 e 7) dimodo da ricostituire una superficie di cartilagine liscia ed omogenea.

L’intervento dura circa mezz’ora e necessita di un ricovero in ospedale di 2 giorni. Solitamente viene utilizzato un tutore (ginocchiera) nel post-operatorio.

Il dolore dopo l’intervento, solitamente lieve-moderato, può essere facilmente controllato con antidolorifici.


Recupero dopo l'intervento

Il giorno dopo l’intervento chirurgico, il paziente può verticalizzarsi e deambulare con l’ausilio di due stampelle, senza appoggiare sulla gamba operata per 6 settimane. La fisioterapia può essere eseguita dal giorno dopo la dimissione.
La ripresa della guida e del lavoro è possibile dopo 2 mesi, anche secondo il tipo di professione. Il ritorno ad un lavoro “di ufficio” può
avvenire prima. 

La ripresa di sport come il ciclismo ed il nuoto di solito inizia dopo 2 mesi. Spesso ci vogliono 4-6 mesi prima di riprendere tutte le attività sportive e tornare ad un livello competitivo.

La risoluzione del gonfiore e dei fenomeni di instabilità è veloce dopo l’intervento.

La cicatrizzazione del frammento osteocartilagineo stabilizzato si ha dal 75% al 90% dei casi; una lesione post-traumatica ha una maggiore probabilità di guarigione.

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