La cisti di Baker è molto diffusa nei pazienti adulti con lesioni del menisco o artrosi del ginocchio. Il trattamento dovrebbe generalmente mirare a queste patologie intra-articolari. La cisti in sé infatti, solitamente non richiede una terapia specifica e può regredire spontaneamente dopo il trattamento della lesione articolare associata.
Le cisti di Baker si manifestano nella regione posteromediale del ginocchio, tra il ventre mediale del muscolo gastrocnemio e il tendine del semimembranoso. Nella sua descrizione del 1877, Baker ipotizzò che la formazione di questa cisti derivasse da un accumulo di liquido nella borsa del tendine del muscolo semimembranoso, con comunicazione tra la cisti e l'articolazione, ma con un flusso unidirezionale di liquido articolare verso la cisti, limitato da un EFFETTO A VALVOLA.
Questo effetto a valvola tra la cisti e l'articolazione del ginocchio è dovuto all'azione dei muscoli semitendinoso e gastrocnemio: durante la flessione la "valvola" si apre e durante l'estensione si chiude a causa della tensione di questi muscoli. Inoltre, la pressione intra-articolare del ginocchio è negativa (-6 mmHg) durante la flessione del ginocchio, mentre è positiva (16 mmHg) durante l’estensione.
La cisti di Baker può manifestarsi nei bambini e nell’adulto.
La cisti di Baker NEI BAMBINI è rara e generalmente viene scoperta accidentalmente, di solito non vi è alcun trauma precedente alla comparsa di cisti poplitee nei bambini.
NEGLI ADULTI, invece, si riscontra generalmente un'associazione tra queste cisti e altre lesioni intra-articolari del ginocchio. Le lesioni articolari più spesso associate sono le lesioni meniscali (lesioni del menisco mediale nell'82% dei casi e lesioni del menisco laterale nel 38%) e le patologie della cartilagine o artrosi. Anche i pazienti con artrite reumatoide o altre patologie reumatiche presentano frequentemente cisti poplitee.
I pazienti con cisti di Baker solitamente riferiscono la presenza di una massa o di una neoformazione nella regione posteriore del ginocchio. Nei bambini, queste cisti sono asintomatiche e vengono per lo più riscontrate durante visite mediche o esami effettuati per altro motivo.
Negli adulti queste cisti possono causare dolore e una sensazione di pressione nella regione posteriore del ginocchio. I sintomi si intensificano con l'estensione dell'articolazione o durante l'attività fisica.
Nella maggior parte dei casi, i disturbi clinici non sono correlati alla cisti in sé, ma sono disturbi legati all'artrosi o a lesioni meniscali.
Tuttavia, le CISTI DI BAKER DI GRANDI DIMENSIONI, possono comprimere le strutture vascolari circostanti, con comparsa di gonfiore del piede e delle dita. e la comparsa di sintomi clinici derivanti da quest'ultima.
Quando si ha la ROTTURA DI UNA CISTI DI BAKER, il quadro clinico è caratterizzato da un dolore improvviso e intenso nella regione posteriore del ginocchio e del polpaccio. Questo quadro viene spesso confuso con una trombosi venosa profonda: in entrambe le situazioni cliniche infatti si può verificare un aumento di volume del polpaccio.
L’ECOGRAFIA ci permette di definire le dimensioni e la posizione della cisti di Baker. L'ecografia ci consente inoltre di definire se il contenuto della cisti è liquido o solido (in quest’ultimo caso sarebbe da escludere una patologie tumorale).
La RADIOGRAFIA DEL GINOCCHIO (sempre meglio se effettuata in piedi) è utile nella diagnosi di artrosi, ma non della cisti stessa.
La RISONANZA MAGNETICA infine è particolarmente utile per fare diagnosi e tipizzare le lesioni intra-articolari associate alla cisti poplitea.
Le CISTI PARAMENISCALI rispetto alla cisti di Baker si presentano generalmente sul bordo esterno dei menischi e comunicano con una lesione del menisco adiacente.
Esistono TUMORI MALIGNI che possono manifestarsi in forma cistica. Tuttavia rispetto alle cisti di Baker, non hanno contorni ben definiti ed invadono i tessuti circostanti, interponendosi tra le strutture muscolo-tendinee. Inoltre, l'aspetto eterogeneo o solido del contenuto cistico nonchè l'assenza di lesioni intra-articolari che giustificherebbero la presenza di cisti negli adulti dovrebbero allertare l'ortopedico.
Nel caso di rottura di una cisti di Baker, la diagnosi differenziale va posta con una TROMBOFLEBITE e con una TROMBOSI VENOSA PROFONDA (TVP). In caso di tromboflebite, solitamente si rileva una struttura a forma di corda corrispondente alla vena trombizzata. In caso di dubbio, la diagnosi differenziale viene effettuata con un ecocolordoppler venoso degli arti inferiori.
Nella stragrande maggioranza dei casi, la cisti poplitea non richiede alcun trattamento.
Nei bambini è necessario spiegare la condizione ai genitori, al fine di alleviare eventuale ansia relativa alla presenza della cisti. È noto che, nonostante un eventuale trattamento chirurgico, la recidiva delle cisti poplitee nei bambini è di circa il 40%. Inoltre, nei bambini trattati in maniera conservativa, si osserva una remissione spontanea della cisti in circa la metà dei pazienti.
Anche negli adulti l'escissione chirurgica della cisti di Baker non è solitamente necessaria, anche perché porta quasi sempre alla recidiva della cisti. Allo stesso modo, l'aspirazione e l'iniezione di cortisone NELLA CISTI, costituiscono una misura temporanea, poiché presentano un alto tasso di recidiva dei disturbi.
Il trattamento conservativo o chirurgico dovrebbe sempre essere indirizzato alle lesioni intra-articolari associata.
INFILTRAZIONI INTRARTICOLARI di cortisone o acido ialuronico, oltre ad alleviare i sintomi derivanti dalla lesione articolare, possono ridurre notevolmente le dimensioni della cisti.
Il TRATTAMENTO CHIRURGICO della lesione associata viene solitamente eseguito in artroscopia. Lesioni meniscali possono essere riparate o regolarizzate, flap cartilaginei possono essere regolarizzati, lesioni osteocondrali possono essere fissate. La cisti di Baker spesso si riduce di volume o regredisce dopo l'intervento artroscopico.